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Al-Farabi

Filosofo, logico e teorico della musica persiano/turco (c. 872–950), nato probabilmente a Farab, nell'attuale Kazakistan, e formatosi a Baghdad, dove studiò la logica aristotelica con maestri cristiani nestoriani, formazione che gli valse il soprannome latinizzato medievale di «Alpharabius» e il titolo onorifico arabo di «Secondo Maestro» (al-Muallim al-Thani), subito dopo lo stesso Aristotele, per la profondità e sistematicità con cui commentò e sintetizzò il corpus logico e metafisico greco per il mondo islamico. La sua opera più influente, La città virtuosa (Al-Madina al-Fadila), adatta il modello platonico della repubblica ideale a un contesto islamico, proponendo che la comunità politica perfetta debba essere governata da un filosofo-profeta capace di ricevere la verità sia per via razionale (filosofia) sia per via rivelata (profezia), figura in cui convergono il sapere intellettuale più elevato e la guida spirituale della comunità. Al-Farabi sviluppò anche un'influente teoria emanazionista dell'universo, ispirata al neoplatonismo, secondo cui tutta la realtà fluisce gerarchicamente da un Primo Essere necessario attraverso una serie di intelligenze cosmiche fino al mondo materiale, schema che Avicenna avrebbe poi adottato e sviluppato. Come teorico musicale, il suo Grande libro della musica (Kitab al-Musiqa al-Kabir) costituisce uno dei trattati più sistematici di teoria musicale di tutto il Medioevo, combinando l'analisi matematica degli intervalli con la riflessione filosofica sugli effetti psicologici ed etici della musica. La sua sintesi tra logica aristotelica, metafisica neoplatonica e teologia islamica esercitò un'influenza decisiva sia sui filosofi musulmani successivi —Avicenna, Averroè— sia, attraverso traduzioni latine medievali, sulla scolastica cristiana occidentale.

3 opere