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Alfred Binet

Psicologo francese (1857–1911), direttore del laboratorio di psicologia fisiologica della Sorbona e autore, con il medico Théodore Simon, della prima scala pratica per misurare l'intelligenza. Si formò in psicologia quasi da solo — leggeva Ribot e gli associazionisti inglesi nella sala di lettura della Biblioteca Nazionale dopo aver abbandonato il diritto —, e i suoi primi anni alla Salpêtrière con Charcot finirono in un'umiliazione pubblica quando si dimostrò che i suoi esperimenti sul trasferimento ipnotico erano un artefatto della suggestione, lezione di controllo sperimentale che segnò tutto ciò che fece dopo.

Fondò L'Année psychologique nel 1894 e studiò la memoria degli scacchisti che giocavano alla cieca, la psicologia dei calcolatori prodigiosi, l'attendibilità della testimonianza infantile e le differenze individuali tra le sue due figlie, Madeleine e Alice, che osservò per anni e che sono la materia di L'Étude expérimentale de l'intelligence (1903). Nel 1904 il ministero della Pubblica Istruzione gli chiese un modo per individuare i bambini che non potevano seguire la scuola ordinaria, e la scala Binet-Simon del 1905, riveduta nel 1908 e nel 1911, rispose con una serie graduata di compiti quotidiani — seguire una luce, ripetere cifre, definire parole, cogliere un'assurdità — ordinati secondo l'età in cui la maggior parte dei bambini li supera, da cui viene la nozione di età mentale.

Binet fu esplicito sui limiti di ciò che aveva costruito: la scala era uno strumento pratico per trovare i bambini che avevano bisogno di aiuto, non la misura di una quantità fissa, e difendeva quella che chiamava ortopedia mentale — l'allenamento dell'attenzione e del giudizio — contro il fatalismo di chi prendeva un punteggio basso per una sentenza. La revisione di Stanford che trasformò la sua scala nel quoziente d'intelligenza è posteriore alla sua morte, e la impiegò esattamente come lui aveva avvertito di non fare.

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