Il dispotismo della consuetudine
Da Kant a Mill, Wollstonecraft e Bakunin: chi soffoca la libertà — lo Stato, la consuetudine o la disuguaglianza — e cosa costa scegliere il proprio piano di vita.
Giorno 1 di 7
«Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!»
— Immanuel Kant, Beantwortung der Frage Was ist Aufklärung
Giorno 2 di 7
«L'unico scopo per cui si può legittimamente esercitare un potere su qualunque membro di una comunità civilizzata, contro la sua volontà, è quello di impedire danno agli altri.»
— John Stuart Mill, On Liberty
Giorno 3 di 7
«Il dispotismo della consuetudine è ovunque l'ostacolo permanente al progresso umano.»
— John Stuart Mill, On Liberty
Giorno 4 di 7
«Chi lascia che il mondo, o la sua parte di esso, scelga per lui il suo piano di vita, non ha bisogno di altra facoltà che quella scimmiesca dell'imitazione.»
— John Stuart Mill, On Liberty
Giorno 5 di 7
«La quantità di eccentricità in una società è stata generalmente proporzionale alla quantità di genio, vigore mentale e coraggio morale che essa conteneva.»
— John Stuart Mill, On Liberty
Giorno 6 di 7
«Rafforzate la mente femminile allargandola, e ci sarà fine all'obbedienza cieca.»
— Mary Wollstonecraft, A Vindication of the Rights of Woman
Giorno 7 di 7
«La libertà dell'uomo consiste unicamente in questo: che egli obbedisce alle leggi naturali perché le ha riconosciute egli stesso come tali.»
— Michail Bakunin, God and the State