Scienza nuova
- Lingua:
- italiano
- Stato:
- Opera completa
- Autorialità:
- Scritta dall'autore
- Estensione:
- ~240.000 parole · 1119 passi
Cita quest'opera
- APAGiambattista Vico. (n.d.). La scienza nuova (1744) [Scienza nuova]. Digital reproduction: SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/giambattista-vico/la-scienza-nuova-1744
- MLAGiambattista Vico. La scienza nuova (1744) [Scienza nuova]. Digital reproduction, SigPhi, https://sigphiai.com/it/works/giambattista-vico/la-scienza-nuova-1744.
- ChicagoGiambattista Vico. La scienza nuova (1744) [Scienza nuova]. Digital reproduction, SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/giambattista-vico/la-scienza-nuova-1744.
Riferimento dell'edizione che SigPhi riproduce: SigPhi ne è la riproduzione digitale, non l'editore. L'anno dell'edizione non figura nei metadati (da qui «n.d.») e il traduttore compare solo quando è noto.
Di che cosa tratta
La «Scienza nuova» di Vico, completa, in italiano: il libro secondo cui possiamo conoscere la storia meglio della natura, perché la storia l'abbiamo fatta noi.
Contesto e storia
Il principio è questo: «verum ipsum factum», il vero è il fatto. Dio conosce la natura perché l'ha creata; gli uomini, invece, possono conoscere davvero il mondo civile — le lingue, le leggi, i miti, le istituzioni — perché ne sono stati gli autori. Di qui Vico ricava una storia ideale eterna che tutti i popoli percorrono: l'età degli dèi, quella degli eroi e quella degli uomini, e poi il «ricorso», la ricaduta e il ritorno. La pubblicò nel 1725 e la rifece due volte; nessuno vi badò finché Michelet non la tradusse cent'anni dopo. È l'origine dell'idea che ogni epoca vada intesa secondo i propri termini. Testo della terza impressione (1744), nell'edizione di Giuseppe Ferrari (Napoli, 1852-1854), con le varianti del 1730 e le note di Ferrari dentro il testo. Sostituisce l'edizione di Fausto Nicolini, che non è ancora di pubblico dominio.
Contesto editoriale, non una fonte citabile: a differenza dei passi dell'opera, questi dati non si possono verificare sul corpus.
Quale Cebete Tebano fece delle Morali , tale noi qui diamo a vedere una Tavola delle cose Civili, la quale serva al leggitore per concepire lip pi QUZST'ÜPznA avanti di leggerla; e per ridurla più facilmente a memoria con tal ajuto che gli somministri la fantasia dopo di averla letta. La DONNA CON LE TKMPIE ALATE, CHE SOVRASTA AL GLOBO MONDANO , 0 sia al Mondo della Natura, è la Metafisica, che tanto suona il suo nome. IL TRIANGO-LO LUMINOSO COD ivi DENTRO UN OCCHIO VEGGENTE, egli è Zddio con l'aspetto della sua Provedenza; per lo qual aspetto la MErAFISICA IN ATTO DI ESTATICA IL contempLA sopra l'ordine delle cose naturali, per lo quale finora |’ hanno contemplato i Filosofi: perch’ ella in quest' Opera, più in suso inalzandosi , contempla in Dio il mondo delle menti umane, ch! è il Mondo Metafisico; per dimostrarne la Provedenza nel Mondo degli animi umani (a) , chr el Mondo Civile, o sia il Mondo delle Nazioni: il quale, come da suoi Elementi, è formato da tutte quelle cose le quali la DipixrvRA qui rappresenta co! ce-ROGLIFICI, che spone in mostra al di sotto. Perciò il Gtoso, o sia il Mondo Fi= $ico, o vero naturale, IN UNA SOLA PARTE EGLI DALL’ ALTARE VIEN SOSTENUTO ; perchè i Filosofi infin ad ora, avendo contemplato la Divina Provedenza per lo sol Urdine naturale, ne hanno solamente dimostrato una parte ; per |a quale a Dio, come a Mente signora libera ed assoluta della Natura, perocché col suo Eterno Consiglio ci ha dato naturalmente l' essere , e naturalmente lo ci conserva, si danno dagli uomini l'udorazione co’ sacrificj, ed altri divini onori : ma no | contemplarono già per la parte ch’ era più propia degli uomini, la natura de’ quali ha questa principale propietà d'essere socie-