I Prolegomeni (Muqaddima), volume I
- Lingua:
- francese
- Stato:
- Scelta o opera parziale
- Autorialità:
- Scritta dall'autore
- Stato del testo:
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- Estensione:
- ~290.000 parole · 1380 passi
Cita quest'opera
- APAIbn Khaldun. (n.d.). Les Prolégomènes (Muqaddimah), Volume I [I Prolegomeni (Muqaddima), volume I]. Digital reproduction: SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/ibn-khaldun/les-prolegomenes-muqaddimah-volume-i
- MLAIbn Khaldun. Les Prolégomènes (Muqaddimah), Volume I [I Prolegomeni (Muqaddima), volume I]. Digital reproduction, SigPhi, https://sigphiai.com/it/works/ibn-khaldun/les-prolegomenes-muqaddimah-volume-i.
- ChicagoIbn Khaldun. Les Prolégomènes (Muqaddimah), Volume I [I Prolegomeni (Muqaddima), volume I]. Digital reproduction, SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/ibn-khaldun/les-prolegomenes-muqaddimah-volume-i.
Riferimento dell'edizione che SigPhi riproduce: SigPhi ne è la riproduzione digitale, non l'editore. L'anno dell'edizione non figura nei metadati (da qui «n.d.») e il traduttore compare solo quando è noto.
Di che cosa tratta
Il primo volume della Muqaddima, dove Ibn Khaldun stabilisce il metodo prima di fare storia: come si riconosce una notizia falsa, perché gli storici sbagliano e quali cose sono semplicemente impossibili.
Contesto e storia
È la parte che ne ha fatto il nome. Ibn Khaldun non si limita a spiegare il passato: si chiede come si sappia che cosa accadde, e stabilisce che una notizia va misurata su ciò che la natura della società consente. Quel criterio — giudicare i fatti per ciò che è possibile in date condizioni — è la ragione per cui oggi lo si legge come fondatore di una scienza della società, sei secoli prima che ve ne fosse una.
Contesto editoriale, non una fonte citabile: a differenza dei passi dell'opera, questi dati non si possono verificare sul corpus.
Deux années plus tard, il fut nommé grand cadi malékite de D'IBN KHALDOUN. v cette ville. Le zèle qu'il déploya alors en supprimant des abus et en châtiant les prévarications des gens de loi lui attira beaucoup d'ennemis et entraîna sa destitution. En 1387, il fit le pèlerinage de la Mecque, d'où il revint au Caire, afin de se dévouer uniquement à l'étude et à l'enseignement. Ce fut en l'an i3c)4 qu'il composa son autobiographie. Il avait alors soixante-deux ans. Nommé encore grand cadi, il fut destitué de nouveau, puis, en l'an i4oo, il accompagna le sultan en Syrie et tomba entre les mains de Tamerlan. Remis en liberté, il rentra en Egypte, devint encore grand cadi malékite du Caire, et y mourut le i5 mars 1 4o6, à l'âge de soixante et quatorze ans.