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Sulla visione di Dio

Niccolò Cusano

Lingua:
latino
Stato:
Opera completa
Autorialità:
Scritta dall'autore
Stato del testo:
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Estensione:
~24.000 parole · 114 passi
Cita quest'opera
  • APANiccolò Cusano. (n.d.). De visione Dei (De icona) [Sulla visione di Dio]. Digital reproduction: SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/nicholas-of-cusa/de-visione-dei-de-icona
  • MLANiccolò Cusano. De visione Dei (De icona) [Sulla visione di Dio]. Digital reproduction, SigPhi, https://sigphiai.com/it/works/nicholas-of-cusa/de-visione-dei-de-icona.
  • ChicagoNiccolò Cusano. De visione Dei (De icona) [Sulla visione di Dio]. Digital reproduction, SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/nicholas-of-cusa/de-visione-dei-de-icona.

Riferimento all’edizione riprodotta. SigPhi è la riproduzione digitale. Anno, editore e traduttore compaiono quando noti; «n.d.» indica un anno sconosciuto.

Di che cosa tratta

La visione di Dio (1453): scritta per i monaci di Tegernsee, con un dipinto allegato.

Contesto e storia

Cusano mandò loro un ritratto il cui sguardo ti segue da qualunque punto ti metta, e costruisce tutta la meditazione su quell'esperienza: come un solo sguardo possa guardarli tutti insieme. È filosofia che parte da un oggetto che il lettore ha in mano. Testo in LATINO: l'originale di Cusano, ed è la versione da citare.

Contesto editoriale, non una fonte citabile: a differenza dei passi dell'opera, questi dati non si possono verificare sul corpus.

Estratto dell’edizione disponibile
cíes facierum , Quandoʻígitur attendo quomodo facies ílla jeft veritas & menfura adæquatíffima omnium facíierum:ducor in ftuporem, Non eft ením facies ílla quæ eft veritas omni facierum:quanta.quare nec maior nec minor,nec tamë eft qua lis cuiĝ:quía non eft quanta fed abfoluta & fupærexaltata, eft igitur veritas quæ eft æqualítas:ab omni quåãtítate abfoluta, Síc igitur cõpræhendo vultű tuum domine antecedere omnem faciem formabilem/ & effe exemplar ac veritatem omniû facíea rum/& omnes facies effe imagines faciei tuæ incõtrahibilis &imparticipabilis,om nis ígitur facies quæ ín tuam poteft intueri faciem:nihil videt aliud aut diuerfum a feıquía videt veritatem fuam;verítas autem exemplaris nõ poteft effe alia aut diuerfa:fed ílla accidunt ímaginí/ex eo quía non eft ipfum exemplar, Sicut igitur dä aard hanc faciem píi&am/oríentaliter infpício:fimiliter apparet g ficipfa merefpiciat,&e

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