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Condorcet

Filosofo, matematico e politico francese dell'Illuminismo (Marie Jean Antoine Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet, 1743–1794), nato a Ribemont in una famiglia nobile, matematico prodigio già riconosciuto prima dei venticinque anni per i suoi contributi al calcolo delle probabilità ed eletto segretario perpetuo dell'Accademia francese delle scienze, carica dalla quale unì per decenni una brillante carriera scientifica a un crescente impegno politico per gli ideali illuministi di progresso razionale, tolleranza religiosa e riforma sociale. Autore del Saggio sull'applicazione dell'analisi alla probabilità delle decisioni prese a maggioranza di voti (1785), fondò con quest'opera il campo moderno della teoria della scelta sociale, formulando il celebre «paradosso di Condorcet» —la possibilità che le preferenze collettive siano cicliche e intransitive anche quando le preferenze individuali non lo sono—, scoperta matematica di durevole importanza per la teoria democratica e la scienza politica contemporanea. Deputato alla Convenzione Nazionale durante la Rivoluzione francese, Condorcet difese con fermezza posizioni particolarmente avanzate per la sua epoca: l'abolizione della schiavitù, il suffragio femminile —nel saggio Sull'ammissione delle donne al diritto di cittadinanza (1790) argomentò con rigore logico che negare diritti politici alle donne in base al sesso era arbitrario quanto negarli in base al colore della pelle o alla statura— e un sistema educativo pubblico, gratuito e laico destinato a garantire l'uguaglianza delle opportunità e la formazione di cittadini razionali e liberi. La sua opera più celebre, Quadro storico dei progressi dello spirito umano, fu redatta clandestinamente mentre era nascosto, condannato dai giacobini come sospetto girondino, e traccia con un commovente ottimismo illuminista —persino di fronte alla propria imminente esecuzione— una storia del progresso umano dalla barbarie primitiva a una futura «decima epoca» di perfezionamento indefinito della ragione, della scienza e della morale. Arrestato poco dopo aver completato il manoscritto, morì in prigione in circostanze mai del tutto chiarite, due giorni dopo il suo arresto, diventando uno dei simboli più struggenti del Terrore rivoluzionario che divorava gli stessi ideali che lo avevano generato.

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