Francisco de Vitoria
Frate domenicano e teologo scolastico spagnolo (c. 1483–1546), nato a Burgos, formatosi a Parigi nella tradizione tomista e professore di teologia all'Università di Salamanca dal 1526, dove fondò la cosiddetta Scuola di Salamanca, un influente movimento di pensatori scolastici che rinnovarono la teologia morale e il diritto applicando le categorie aristotelico-tomiste ai nuovi problemi politici ed economici posti dall'espansione imperiale spagnola in America. Vitoria è considerato uno dei padri fondatori del diritto internazionale moderno grazie alle sue celebri relectiones (lezioni pubbliche) De Indis e De iure belli (1539), in cui esaminò con rigore giuridico e morale la legittimità della conquista spagnola del Nuovo Mondo, giungendo alla conclusione, radicale per la sua epoca, che i popoli indigeni americani fossero esseri razionali dotati di pieni diritti naturali di proprietà e sovranità politica, e che nessuno dei titoli abitualmente invocati per giustificare la conquista —né la donazione papale, né l'infedeltà religiosa degli indigeni, né la loro presunta inferiorità naturale— costituisse una base legittima per privarli delle loro terre o del loro autogoverno. Vitoria sostenne che solo certe circostanze limitate, come la violazione del diritto naturale alla libera comunicazione e al commercio tra i popoli (lo ius communicandi) o la difesa di innocenti sottoposti a pratiche come il sacrificio umano, potessero giustificare un intervento, sempre soggetto a rigorose condizioni di proporzionalità. Queste dottrine posero le basi concettuali del futuro diritto internazionale pubblico, anticipando nozioni come la comunità internazionale di nazioni libere ed eguali, i limiti etici della guerra giusta e i diritti universali inerenti alla condizione umana indipendentemente da religione o cultura. Sebbene Vitoria non abbia mai messo in discussione la legittimità ultima della presenza spagnola in America né abbia respinto del tutto la possibilità di una guerra giusta contro gli indigeni in certe circostanze, il suo metodo di analisi giuridica fondato sulla ragione naturale e la sua strenua difesa della dignità umana universale ne fanno una figura precorritrice essenziale del diritto delle genti moderno e dei diritti umani.