Pierre Bayle
Filosofo, scettico ed erudito francese (1647–1706), nato a Carla-le-Comte, nella Linguadoca, in una famiglia protestante ugonotta, formatosi in un clima di crescente tensione religiosa che lo portò, fatto quasi unico per la sua epoca, a convertirsi brevemente al cattolicesimo durante gli studi prima di tornare al protestantesimo e dover fuggire nel 1681 a Rotterdam, nei Paesi Bassi, dove visse il resto della sua vita in esilio, specialmente dopo che la revoca dell'editto di Nantes nel 1685 scatenò una violenta persecuzione contro i protestanti francesi che costò la vita al proprio fratello, imprigionato e morto come rappresaglia indiretta contro Bayle. Questa esperienza diretta del fanatismo religioso, sia cattolico sia protestante, ne fece il difensore più radicale e coerente della tolleranza religiosa di tutto il primo Illuminismo: nel suo Commento filosofico sulle parole di Gesù Cristo «costringeteli a entrare» (1686) difese la tesi provocatoria, anticipatrice per la sua epoca, secondo cui persino gli atei potevano costruire società moralmente funzionali e virtuose, poiché la moralità dipende dalla ragione e dal costume sociale, non necessariamente dalla credenza religiosa, argomento che minava direttamente la giustificazione teologica tradizionale della persecuzione religiosa. La sua opera principale, il monumentale Dizionario storico e critico (1697), non è propriamente un dizionario convenzionale ma un'opera di erudizione critica rivoluzionaria: sotto l'apparenza di voci biografiche e storiche apparentemente convenzionali, Bayle dispiegava nelle note a piè di pagina —spesso più estese del testo principale— uno scetticismo filosofico implacabile, sottoponendo credenze religiose, filosofiche e storiografiche ricevute a un rigoroso vaglio razionale che rivelava contraddizioni, incertezze e debolezze argomentative, senza mai giungere a proporre conclusioni dogmatiche alternative. Questa metodologia scettica ed erudita, che separava radicalmente la fede religiosa (fondata da Bayle su un fideismo che la proteggeva dalla critica razionale) dalla ragione filosofica (libera di esercitarsi senza vincoli dogmatici), esercitò un'influenza decisiva su praticamente tutti i grandi illuministi successivi —Voltaire, Diderot, Hume—, rendendo il Dizionario uno dei libri più letti e citati di tutto il Settecento e Bayle uno dei padri intellettuali decisivi sia dello scetticismo moderno sia del principio di tolleranza religiosa.