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Ai Palleschi

Machiavelli

Lingua:
italiano
Stato:
Opera completa
Autorialità:
Scritta dall'autore
Stato del testo:
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Estensione:
~840 parole · 4 passi
Cita quest'opera
  • APAMachiavelli. (n.d.). Ai Palleschi. Digital reproduction: SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/machiavelli/ai-palleschi
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Riferimento dell'edizione che SigPhi riproduce: SigPhi ne è la riproduzione digitale, non l'editore. L'anno dell'edizione non figura nei metadati (da qui «n.d.») e il traduttore compare solo quando è noto.

Di che cosa tratta

Ai Palleschi (1512): un avvertimento al partito mediceo.

Contesto e storia

Scritto subito dopo il ritorno dei Medici, che gli costò l'incarico, il carcere e la tortura. Machiavelli si rivolge ai suoi vincitori per avvertirli su chi li stia ingannando. **Un testo molto breve**, e la cosa più personale che abbia scritto. Testo in ITALIANO: l'originale di Machiavelli.

Contesto editoriale, non una fonte citabile: a differenza dei passi dell'opera, questi dati non si possono verificare sul corpus.

Come comincia
ad sè ma ad quelli cittadini che gli erano nimici et che ne dicevono male, et farebbegli venire più in gratia del popolo: il che non è punto ad proposito di questo stato, perchè questo stato ha bisogno di trovare modo che sieno odiati, non ben voluti, dal populo, acciò ch’egli habbino con tanta più necessità ad stare uniti con lo stato, et ad quel bene et ad quel male che starà lui. Et se voi ricercherete bene chi sono questi che fanno questa calca, voi conoscerete essere vero quello che io vi dico, perchè pare loro havere adquistato uno odio grande con lo universale, sendo stati nimici di , se non si truova che sia un tristo et che lo meriti. Et vorrebbono purgare questo odio per fare el facto loro, non quello de’, perchè la causa della mala contenteza tra l’universale et e non ne è cagione nè nè la sua ruina, ma sì bene l’ordine mutato. Però di nuovo dico che trovare e difecti di non dà reputatione ad lo stato de’, ma ad particulari cittadini; et questo stato ne perderebbe questo, che torrebbe reputatione ad uno che è di fuora, che no gli può fare male, et darebbela ad chi è in casa, che ogni dì lo può offendere et farli uno rimbocco addosso di tucto questo universale. Di nuovo dico, per ristrignere questa conclusione meglio, che questo stato non ha per nimico , ma sì bene l’ordine vechio; et però bisognerebbe, ad giovare ad questo stato, dire male di quello ordine, non di ; ma alcuni cittadini, et in spetie questi che puttaneggiono infra el popolo et e , hanno bene per nimico , et vorrebbollo scoprire tristo, per levarsi quello carico che gli hanno con el popolo di haverlo inimicato: il che, se fa per loro, non fa pe’, nè per chi vuole stare con loro al bene et al male.

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