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Discorso fatto al Magistrato dei Dieci sopra le cose di Pisa

Machiavelli

Lingua:
italiano
Stato:
Opera completa
Autorialità:
Scritta dall'autore
Stato del testo:
Testo pulito
Estensione:
~1470 parole · 7 passi
Cita quest'opera
  • APAMachiavelli. (n.d.). Discorso fatto al Magistrato dei Dieci sopra le cose di Pisa. SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/machiavelli/discorso-fatto-al-magistrato-dei-dieci-sopra-le-cose-di-pisa
  • MLAMachiavelli. "Discorso fatto al Magistrato dei Dieci sopra le cose di Pisa." SigPhi, https://sigphiai.com/it/works/machiavelli/discorso-fatto-al-magistrato-dei-dieci-sopra-le-cose-di-pisa.
  • ChicagoMachiavelli. Discorso fatto al Magistrato dei Dieci sopra le cose di Pisa. SigPhi. https://sigphiai.com/it/works/machiavelli/discorso-fatto-al-magistrato-dei-dieci-sopra-le-cose-di-pisa.

Di che cosa tratta

Relazione al magistrato dei Dieci sulla guerra con Pisa.

Contesto e storia

Machiavelli funzionario: segretario della seconda cancelleria, che scrive di una campagna militare precisa. **Un documento ufficiale molto breve**, e vale esattamente per questo — è il mestiere da cui ricavò tutto quel che poi generalizzò. Testo in ITALIANO: l'originale di Machiavelli.

Contesto editoriale, non una fonte citabile: a differenza dei passi dell'opera, questi dati non si possono verificare sul corpus.

Come comincia
Che riavere Pisa sia necessario a volere mantenere la libertà, perché nessuno ne dubita, non mi pare da mostrarlo con altre ragioni che quelle le quali per voi medesimi intendete. Solo esaminerò i mezzi che conducano o che possano condurre a questo, i quali mi paiono o la forza o l’amore, come sarebbe il ricuperarla per assedio, o che ella vi venga nelle mani volontaria. E perché questa sarebbe più sicura, e per conseguenza più desiderabile via, esamineremo se tale è riuscibile o no, e discorremola così. Quando Pisa sanza fare impresa ci abbia a venire alle mani, conviene che per loro medesimi vi si rimettano nelle braccia, o che un altro che ne sia signore ve ne faccia presente. Come si possa credere che loro medesimi siano per ritornare sotto il patrocinio vostro, ve lo dimostrano i presenti tempi, nelli quali, destituti da ogni presidio, rimasti piccoli e debolissimi, suti non accettati da Milano, discacciati dai Genovesi, non ben visti dal pontefice, e da’ Sanesi poco intrattenuti, stanno pertinaci, sperando sulla vana speranza di altri, e debolezza e disunione vostra; né mai hanno volsuto accettare, tanta è la perfidia loro, un minimo vostro segno ed imbasciata. Pertanto essendo in tanta calamità al presente, e non flettendo l’animo, non si può né debbe a nessun modo credere che per loro medesimi mai vengano volontari sotto il giogo vostro. Che la ci sia concessa da chi la possedesse, dobbiamo considerare che quello tale che ne sia possessore, o vi sarà entrato dentro chiamato da loro, o per forza. Quando vi fusse entrato per forza, nessuna ragione vuole che ce la conceda, perché chi sarà sufficiente ad entrarvi per forza, sarà ancora sufficiente a guardarla per sé, e a preservarsela; perché Pisa non è città da lasciarla volentieri per chi se ne trovasse signore.…

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