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Empedocle

Filosofo presocratico, poeta, medico e taumaturgo greco (c. 494–434 a.C.), nato ad Agrigento, in Sicilia, figura circondata sin dall'antichità da un'aura leggendaria che unisce riflessione filosofica razionale, pratica religiosa e fama di operatore di miracoli, che egli stesso coltivò attivamente presentandosi nei propri versi come un dio esiliato tra i mortali. Politicamente attivo nella sua città natale, dove difese posizioni democratiche contro l'oligarchia locale, la sua opera filosofica, tramandata frammentariamente in due poemi in esametri, Sulla natura e Purificazioni, costituisce una delle sintesi più originali della filosofia presocratica. In Sulla natura espone la sua teoria dei quattro elementi o «radici» (fuoco, aria, acqua e terra) come componenti eterne e immutabili di tutta la realtà materiale, la cui combinazione e separazione, governata da due forze cosmiche opposte che egli chiama Amore (Philia) e Odio o Discordia (Neikos), spiega ogni generazione e corruzione delle cose del mondo sensibile senza dover ricorrere, come Parmenide, all'impossibilità logica del mutamento. Questo schema cosmologico ciclico, in cui l'universo oscilla eternamente tra una fase di unità totale sotto il dominio dell'Amore (la Sfera) e una fase di dispersione totale sotto il dominio dell'Odio, influenzò in modo decisivo la teoria dei quattro elementi che Aristotele avrebbe adottato e che avrebbe dominato la fisica occidentale per oltre duemila anni. In Purificazioni, invece, sviluppa una dottrina religiosa orfico-pitagorica della trasmigrazione delle anime (metempsicosi), secondo cui i «demoni» caduti, tra cui egli stesso, devono vagare per migliaia di anni reincarnandosi in varie forme di vita come punizione per una colpa primordiale, fino a purificarsi completamente. La leggenda antica, forse apocrifa, narra che Empedocle morì gettandosi nel cratere dell'Etna per dimostrare la propria divinità.

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