Sūtra giainisti
Corpus di testi canonici del giainismo, una delle religioni e tradizioni filosofiche più antiche dell'India, originariamente trasmessi oralmente in prakrit ardhamagadhi a partire dagli insegnamenti attribuiti a Mahavira (VI secolo a.C.), l'ultimo dei ventiquattro tirthankara o «costruttori di guadi» che, secondo la tradizione giainista, hanno rivelato periodicamente la via della liberazione spirituale nel corso di cicli cosmici infiniti. I sutra giainisti furono compilati definitivamente per iscritto in un concilio tenutosi a Valabhi verso il V secolo d.C., sebbene la loro trasmissione differisca sostanzialmente tra i due grandi rami del giainismo: gli shvetambara («vestiti di bianco») accettano un canone esteso noto come Agama, composto da diverse decine di testi raggruppati in categorie come gli Anga (dodici testi fondamentali, uno dei quali è andato perduto), gli Upanga e altre raccolte complementari, mentre i digambara («vestiti di spazio», cioè nudi) ritengono che il canone originale sia andato irrimediabilmente perduto e attribuiscono autorità suprema a testi successivi come il Tattvartha Sutra di Umasvati, un compendio sistematico della dottrina giainista redatto in sanscrito che gode di uno status quasi canonico per entrambi i rami. Il nucleo dottrinale di questi testi ruota attorno a concetti centrali quali l'ahimsa (la non violenza assoluta verso ogni essere vivente, portata a estremi di scrupolosità etica senza pari in nessun'altra tradizione religiosa), l'anekantavada (la dottrina della molteplicità delle prospettive, secondo cui la realtà può essere conosciuta solo in modo parziale e relativo da diversi punti di vista) e una teoria dettagliata del karma come materia sottile che aderisce letteralmente all'anima (jiva) a causa delle passioni e delle azioni, insozzandola e incatenandola al ciclo delle rinascite, dal quale solo un'ascesi rigorosa e una purezza etica estrema possono liberarla definitivamente. Questi testi disciplinano inoltre in modo minuzioso la vita monastica e laica giainista, stabilendo codici di condotta, dieta e pratica ascetica che hanno plasmato per oltre due millenni una delle tradizioni religiose più coerenti e rigorose del subcontinente indiano.