John Locke
Filosofo e medico inglese (John Locke, 1632–1704), nato a Wrington, nel Somerset, formatosi in medicina e filosofia naturale a Oxford, e fondatore dell'empirismo britannico e uno dei teorici politici più influenti della storia. Medico personale e consigliere politico del conte di Shaftesbury, visse in esilio nei Paesi Bassi durante gli anni di repressione politica in Inghilterra, tornando solo dopo la Gloriosa Rivoluzione del 1688, evento che la sua opera politica avrebbe contribuito a giustificare teoricamente. Nel Saggio sull'intelletto umano (1689) respinse la dottrina delle idee innate e sostenne che la mente nasce come una «tabula rasa», un foglio bianco che riceve tutto il proprio contenuto attraverso l'esperienza sensoriale e la riflessione su di essa: non c'è nulla nell'intelletto che non sia prima passato attraverso i sensi, principio fondativo di tutta la successiva tradizione empirista britannica. Nei Due trattati sul governo (1689), scritti in parte per confutare l'assolutismo di diritto divino difeso da Robert Filmer, sviluppò una teoria del contratto sociale radicalmente diversa da quella di Hobbes: lo stato di natura non è una guerra di tutti contro tutti ma una condizione retta dalla legge naturale, in cui tutti gli uomini sono liberi e uguali e possiedono diritti naturali alla vita, alla libertà e alla proprietà; il governo legittimo nasce dal consenso dei governati esclusivamente per proteggere questi diritti, e se li viola sistematicamente, il popolo conserva il diritto di ribellione. Queste idee influenzarono direttamente la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti e l'Illuminismo francese, e lo collocano come il padre intellettuale del liberalismo politico moderno.