Corano
Testo religioso centrale dell'islam, considerato dai musulmani parola letterale di Dio (Allah), rivelata in modo frammentario al profeta Maometto attraverso l'angelo Gabriele nell'arco di circa ventitré anni, dal 610 fino alla sua morte nel 632 d.C., prima alla Mecca e poi a Medina, e compilato nella forma scritta definitiva che conosciamo sotto il califfato di Uthman ibn Affan, circa due decenni dopo la morte del profeta. Strutturato in centoquattordici capitoli (sure) di lunghezza molto variabile, ordinati generalmente in base alla lunghezza decrescente e non cronologicamente, il Corano combina narrazioni su profeti precedenti —molti condivisi con la tradizione biblica ebraica e cristiana, come Abramo, Mosè, Giuseppe e Gesù, quest'ultimo riconosciuto come profeta ma non come figlio di Dio—, esortazioni etiche e spirituali, legislazione civile e penale, descrizioni escatologiche del giudizio finale, del paradiso e dell'inferno, e affermazioni teologiche incentrate sul tawhid, l'unicità assoluta e indivisibile di Dio, considerata il principio più fondamentale di tutto l'islam. Recitato e memorizzato ritualmente in arabo classico —lingua che i musulmani considerano parte inseparabile della rivelazione stessa, tanto che le traduzioni sono tradizionalmente considerate solo interpretazioni approssimative del senso e non il Corano propriamente detto—, la sua bellezza letteraria e la sua perfezione stilistica sono considerate dai musulmani una prova della sua natura divina, argomento noto come i'jaz al-Qur'an, l'«inimitabilità» del Corano. Fonte suprema della legge islamica (sharia) insieme alla Sunna del profeta, il Corano è stato commentato in modo esaustivo da una tradizione esegetica (tafsir) che abbraccia secoli e correnti diverse, ed è, per numero di lettori e di persone che lo memorizzano, probabilmente il libro più letto e memorizzato di tutta la storia umana.