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Plutarco

Storico, biografo, saggista e sacerdote greco (c. 46 – c. 120 d.C.), nato a Cheronea, in Beozia, cittadino romano vissuto durante l'epoca d'oro dell'Impero sotto imperatori come Traiano e Adriano, e al tempo stesso sacerdote del santuario di Apollo a Delfi negli ultimi tre decenni della sua vita, incarico religioso che esercitò con devozione seria e non puramente onorifica. La sua opera più celebre, le Vite parallele, accoppia biografie di eminenti figure greche e romane —Alessandro con Cesare, Demostene con Cicerone, Teseo con Romolo— non con l'obiettivo principale di fare storia precisa ma, come lo stesso Plutarco dichiara esplicitamente, di esemplificare il carattere morale: «non scrivo storie ma vite», afferma, e «un tratto minore, una frase o uno scherzo, spesso rivela il carattere più delle battaglie con morti a migliaia». Questa ossessione per il carattere etico e per i dettagli umani e psicologici, più che per l'analisi politica o militare rigorosa, ha reso le Vite una fonte storica da usare con cautela critica ma, al contempo, una delle opere più influenti mai scritte sulla formazione del carattere e della virtù civica, letta con devozione per secoli da statisti, generali e rivoluzionari —da Montaigne a Napoleone, dai padri fondatori americani a Beethoven. La sua altra grande opera, i Moralia, è un vastissimo insieme di saggi su etica, religione, scienza naturale, politica e letteratura, di tono più personale e divagante, che include testi tanto influenti quanto Sull'educazione dei figli o Sul controllo dell'ira. Scrisse anche dialoghi filosofici di ispirazione platonica sulla superstizione, l'amicizia e la felicità, e, a differenza di altri storici antichi, la sua prosa amabile e moraleggiante gli ha assicurato un posto centrale nella formazione dell'umanesimo europeo dell'età moderna.

13 opere

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