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Marco Aurelio

Imperatore romano e filosofo stoico (121–180 d.C.), ultimo dei cosiddetti «cinque buoni imperatori», educato fin da giovane alla tradizione stoica da maestri come Giunio Rustico, che gli fece conoscere i Discorsi di Epitteto, opera che segnò per sempre il suo pensiero. Governò l'Impero romano dal 161 fino alla sua morte, uno dei regni più impegnativi della storia imperiale, segnato quasi senza sosta da guerre sul fronte danubiano contro tribù germaniche e sarmatiche, da una devastante epidemia che decimò la popolazione dell'impero, e dalle tensioni politiche interne di un governo gigantesco. Scrisse i Colloqui con se stesso —il titolo greco originale, Ta eis heauton, significa letteralmente «a se stesso»— come un diario filosofico personale, probabilmente durante le sue campagne militari, senza alcuna intenzione di pubblicarlo, il che gli conferisce un'autenticità e un'intimità uniche tra i testi filosofici dell'antichità: non è un trattato sistematico ma una raccolta di esortazioni, promemoria ed esercizi spirituali che l'imperatore rivolgeva a se stesso per rimanere fedele ai principi stoici in mezzo alle pressioni schiaccianti del potere. Insiste ripetutamente sulla natura effimera della fama, della ricchezza e persino della vita stessa; sull'accettazione serena di ciò che non dipende da noi; sul dovere di adempiere alla propria funzione sociale con virtù, senza attendersi riconoscimento; e sull'unità razionale dell'universo (il logos) di cui tutti gli esseri fanno parte. Riscoperti e pubblicati per la prima volta nel Cinquecento, i Colloqui con se stesso sono oggi uno dei testi di filosofia pratica più letti di tutta la storia, ammirati sia per la loro profondità morale sia per il contrasto commovente tra l'uomo più potente del mondo conosciuto e la sua lotta intima per l'umiltà e l'autocontrollo.

3 opere

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