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John Dewey

Filosofo, psicologo e riformatore dell'istruzione statunitense (1859–1952), nato a Burlington, nel Vermont, professore a Chicago e poi per oltre venticinque anni alla Columbia University, e, insieme a Peirce e James, uno dei tre grandi fondatori del pragmatismo americano, sebbene egli preferisse il termine «strumentalismo». Concepì il pensiero non come uno specchio passivo della realtà ma come uno strumento attivo di adattamento e risoluzione dei problemi, scaturito dall'interazione dell'organismo con il proprio ambiente, in linea con l'evoluzionismo darwiniano che applicò sistematicamente alla filosofia, alla logica e alla psicologia. Questa concezione strumentale della conoscenza trovò la sua applicazione più influente nell'educazione: in Democrazia e educazione (1916), la sua opera più nota, sostenne che la scuola non deve essere un luogo di trasmissione passiva di contenuti fissi ma uno spazio di apprendimento attivo e sperimentale, in cui il bambino risolve problemi reali attraverso il «learning by doing» e sviluppa il pensiero critico necessario per partecipare pienamente a una società democratica —una visione che fondò il movimento dell'«educazione progressiva» e influenzò profondamente i sistemi educativi di tutto il mondo, sebbene sia stata spesso semplificata o distorta da seguaci e critici. Fondò le scuole-laboratorio dell'Università di Chicago per mettere alla prova le sue idee, fu un intellettuale pubblico impegnato in cause come il suffragio femminile, i diritti dei lavoratori e l'educazione sindacale, cofondatore dell'ACLU e della New School for Social Research, e scrisse opere fondamentali di estetica (L'arte come esperienza), logica (Logica: la teoria dell'indagine) e teoria politica (Il pubblico e i suoi problemi), difendendo sempre un liberalismo sociale pragmatico e sperimentalista, contrario sia al laissez-faire sia al dogmatismo marxista.

21 opere