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Lucio Anneo Seneca

Filosofo stoico, statista, drammaturgo e oratore romano (c. 4 a.C.–65 d.C.), nato a Cordova, nella Hispania romana, in una famiglia di origine equestre agiata, che si distinse fin da giovane a Roma come avvocato e oratore brillante, al punto da suscitare la gelosia dell'imperatore Caligola, che gli risparmiò la vita solo perché qualcuno lo assicurò che la sua morte imminente per malattia avrebbe reso inutile eliminarlo. Esiliato in Corsica per otto anni dall'imperatrice Messalina con l'accusa di adulterio con Giulia Livilla, fu richiamato per fare da precettore al giovane Nerone, e quando questi salì al trono nel 54 d.C., Seneca divenne, insieme al prefetto Burro, il suo principale consigliere politico durante i primi anni del regno, considerati relativamente moderati e prosperi; col tempo, tuttavia, perse influenza su un imperatore sempre più imprevedibile e crudele, e infine, accusato di aver preso parte alla congiura di Pisone contro Nerone nel 65 d.C. —probabilmente ingiustamente—, ricevette l'ordine di suicidarsi, morte che affrontò con una serenità stoica esemplare secondo il racconto di Tacito, tagliandosi le vene davanti ai suoi discepoli mentre continuava a filosofare. La sua opera filosofica, scritta per lo più nella maturità, comprende le Lettere morali a Lucilio, centoventiquattro lettere di eccezionale valore pedagogico e letterario su come vivere secondo virtù, affrontare la morte e coltivare la tranquillità dell'anima, oltre a diversi brevi saggi —Sulla brevità della vita, Sull'ira, Sulla tranquillità dell'animo— che costituiscono alcuni dei testi più accessibili e letti di tutto lo stoicismo romano. La flagrante contraddizione tra la sua predicazione di austerità e rinuncia alle ricchezze e la sua stessa immensa fortuna, accumulata grazie al suo ruolo politico, è stata oggetto di critiche fin dall'antichità e resta uno degli enigmi biografici più dibattuti della filosofia classica.

29 opere

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